Quasi tutto ciò che circola online sul Palazzo Bahia risale allo stesso pugno di pagine turistiche prive di fonti, che si ricopiano le date a vicenda. Questa pagina indica che cosa legge invece questo sito, e dove tali letture restano incerte.
Deverdun resta lo studio di riferimento su Marrakech prima del protettorato e la fonte delle iscrizioni datate del palazzo. Wilbaux è il riferimento su come si formò il tessuto costruito della medina. Ghachem-Benkirane e Saharoff documentano gli interni.
Sono presentate come questioni aperte, non risolte a favore della versione che si legge meglio.
1866–1867, per iscrizione.
Molti siti indicano il 1859. È l’anno in cui il sultano Muhammad IV salì al trono, non una data di costruzione. I due padiglioni ai lati del giardino recano un’iscrizione che li data al 1866–1867: la prova più solida che l’edificio offre su se stesso.
No: nipote di uno schiavo.
Suo nonno era proprietà del sultano Moulay Slimane e divenne il suo ciambellano. Suo padre Si Moussa era già funzionario di corte quando Ba Ahmed nacque nel 1841–1842: il diffuso «figlio di schiavo» sbaglia di una generazione.
Dalla moglie prediletta di Ba Ahmed, si dice.
al-Bahia significa «la splendente». Alcuni racconti leggono il nome come qualità del palazzo stesso e non di una persona. L’affermazione che Ba Ahmed lo scelse per calcolata arroganza non ha alcun fondamento ed è stata rimossa.
Irrisolto.
L’anno della sua morte è dato ora alla fine degli anni 1870, ora al 1890. Le fonti non concordano, e questo sito non ne sceglie una.
Non esiste una cifra annua ufficiale.
L’unico conteggio pubblicato è di 410.141 visitatori fra gennaio e aprile 2019. Le cifre circolanti di «500.000 all’anno» sono stime, e sono segnalate come tali ovunque questo sito le utilizzi.
Le correzioni sono benvenute, soprattutto da storici, guide e archivisti che lavorano su Marrakech. Cita la fonte da cui parti e la pagina che contraddice: sarà verificata e corretta.
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